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Tecniche cromatografiche

La tecnica cromatografica consiste nello sfruttare, in modo particolarmente efficiente, la diversa attitudine che ogni molecola o ione possiede nel distribuirsi fra due differenti fasi. Si tratta dunque dello stesso principio su cui si basa la classica tecnica dell' estrazione, nella quale non si fa altro che trasferire certe specie chimiche in una fase diversa, ad esse più affine, separandole così da tutte le altre che invece possiedono maggiore solubilità nella fase in cui già si trovano.

Il numero di estrazioni necessarie per ottenere una separazione efficiente può anche essere, tuttavia, molto elevato, con ovvi problemi di perdita di materiale e impossibilità di lavorare con microcampioni.

Se però una delle fasi viene in qualche modo immobilizzata (e si chiamerà perciò fase stazionaria), mentre l' altra viene fatta scorrere continuamente sulla prima, è possibile condurre il processo di estrazione in maniera continua. Una specie chimica depositata sulla fase stazionaria e immessa nella corrente di fase mobile si distribuirà infatti dinamicamente tra le due fasi in misura proporzionale alla diversa affinità che possiede per esse.

Per visualizzare in modo schematico il fenomeno rappresentiamo (fig. 1) una colonna riempita con un' opportuna fase stazionaria in testa alla quale sia già stato depositato un piccolo volume di una miscela di tre diverse specie chimiche, sciolte in un solvente adatto. Man mano che il solvente (fase mobile) viene introdotto in testa alla colonna e fatto percolare attraverso la fase stazionaria, si nota la tendenza, da parte del vari componenti della miscela, a correre in misura diversa a seconda della maggiore o minore affinità nei confronti delle due fasi in competizione.

Figura 1

Continuando l' eluizione le tre specie si separano completamente e possono così venire raccolte una dopo l' altra in uscita dalla colonna. Nelle tecniche cromatografiche oggi in uso la fase stazionaria può essere un solido o un liquido, depositati su una superficie o introdotti in una colonna. Quanto alla fase mobile, può essere un gas o un liquido a bassa viscosità che viene fatto correre attraverso una colonna, oppure (e ciò vale solo per i liquidi) salire o scendere per capillarità lungo uno strato di fase stazionaria.

A seconda dello stato fisico e della natura delle due fasi, si verificano interazioni molto diverse con il campione: su queste basi si può stabilire una classificazione dei metodi cromatografici, tenendo anche conto del metodo in cui la fase stazionaria viene collocata per condurre la separazione.

 

 

 

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